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I vincitori della 18a edizione

Lungometraggi


Ischia Film Award per il miglior lungometraggio a:

Eastern

La visione distopica di Adamski, di una Polonia governata dal codice di sangue, è straordinaria e sconvolgente. Nel suo potente e futuristico film che rievoca anche le tragedie greche, i giovani vengono giustiziati come gli animali selvaggi durante un safari, la vita ha un prezzo in euro e gli avvocati trattano le questioni di vita o di morte come se fossero dei contratti commerciali. Con il suo copione intrigante, la forte/solida regia e le interpretazioni convincenti, Eastern è, senza alcun dubbio, il miglior film di questa edizione dell’Ischia Film Festival.

Piotr Adamski


Premio Epomeo alla miglior fotografia: Chris Hirschhäuser

Toprak

La fotografia del film cattura la bellezza, ma anche la solitudine del paesaggio rurale e degli attori. Possiamo intuire/percepire il lento passare del tempo, l’aspettare che qualcuno sia di passaggio, i rituali giornalieri dal mattino alla sera, si sente quasi l’odore dei melograni, si sente il vento tra i capelli e ci si gode lo spazio della pianura. Nei visi dei due protagonisti vediamo l’amore l’uno per l’altro, ma anche i conflitti che portano con loro, anche quando non vi è dialogo.

Sevgi Hirschhäuser


Premio Aenaria alla miglior scenografia: Leonardo Scarpa

Effetto domino

Alberghi abbandonati, interni in via di smantellamento, asettiche stanze del potere, architetture vuote, chiese minimaliste, landscape industriali nostrani e altri, esotici e più accattivanti: gli spazi architettonici, in decadenza, in costruzione o solo ambìti e sognati sono a tutti gli effetti protagonisti del film di Alessandro Rossetto e rispecchiano, a volte letteralmente, la rovina morale, umana, ambientale della nostra società.

Alessandro Rossetto


Premio Castello Aragonese alla miglior regia: Piotr Adamski

Eastern

Per la rigorosa pulizia con cui riesce a tenere in bilico la sua storia tra un asettico mondo futuro e una ferocia ancestrale, tra algida distopia e faida tradizionale, per l’ottima direzione degli attori (e in particolare delle due giovani protagoniste), per il ritmo e la tensione che reggono tutta la narrazione: una regia di classe che traduce in un mondo quotidiano, legato a rituali di lutto e vendetta atavici, suggestioni inquietanti di matrice ballardiana.

Piotr Adamski

Location Negata


Ischia Film Award:

El infierno

Per la narrazione di una realtà carceraria a noi lontana, un luogo in Sierra Leone in cui di diritti umani vengono negati e l'esistenza risulta impossibile, anche quando si riesce a venirne fuori, l'inferno non è solo nel carcere.

Raúl de la Fuente Calle

Cortometraggi


Ischia Film Award:

Inverno

Solo un bambino, con la sua forza e la sua dolcezza, può spazzar via una stagione fredda e buia facendo ripartire la grande giostra della vita. Il dolore resta, ma la volontà di andare avanti è più grande. Il regista fa immergere lo spettatore nella profondità del racconto grazie a un linguaggio potente e asciutto. Dirige gli attori magistralmente e dipinge uno spaccato di vita grazie a una bellissima fotografia. Un grande applauso al piccolo protagonista per l’intensa interpretazione.

Giulio Mastromauro

Animazione


Ischia Film Award:

La grande onda

Per la capacità di raccontare una complessa tipicità territoriale - come la 'Ndrangheta - con un film di grande sforzo produttivo, una regia efficace e una direzione artistica meticolosa ed emozionante.

Francesco Tortorella

Scenari Campani


Ischia Film Award:

Il corridoio delle farfalle

Per aver dimostrato che la speranza vive lì dove c’è civiltà. Per essere riusciti a trattare con eleganza il tema dell’ambiente. Per essere riusciti ad emozionare. Spesso si bada alla confezione dei lavori, in questo caso, i due autori hanno avuto il coraggio e la capacità di arrivare dritti alla pancia dello spettatore in assenza di mezzi, puntando sull’unica cosa che conta: il loro sguardo.

Andrea Canova e Claudia Brignone

Menzioni speciali


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Ischia Film Festival